Si vuole che il primo nome della Calabria fosse stato "Aschenazia" dal suo primo abitatore "Aschenez", nipote di Jafet, figlio di Noe'. Egli sarebbe approdato sulla costa dove ora sorge Reggio Calabria, che, a perenne memoria dell'ipotetico avvenimento, ha intitolato a lui una strada: "via Aschenez ".
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14 dicembre 2007

"Natale, sotto l'albero il tonno italiano che ‘rispetta’ i delfini"

Scritto da Emanuele Amoruso

Un dono per palati fini, con un occhio all'ambiente. Tra i prodotti italiani, spiccano quelli di Callipo, azienda simbolo del 'made in Italy' ittico

La ricerca della qualità emerge anche dalle prestigiose certificazioni ottenute dall’azienda, specializzata nel tonno di tonnara (il più pregiato), Yellofin (pinna gialla) e altri prodotti ittici. La più importante di tutte è senza dubbio la Certificazione di Prodotto, la prima rilasciata nel settore delle conserve di tonno da un organismo indipendente (DNV). Questo significa, fra l’altro, che il tonno pinna gialla della Callipo viene pescato nel rispetto del programma per la salvaguardia dei delfini.
L’azienda ha detto no alla delocalizzazione, puntando tutto proprio sull’importanza della qualità e del ‘Made in Italy’. La lavorazione avviene infatti interamente in Italia nello stabilimento di Maierato, che conta circa 200 dipendenti (il 55% sono donne), e dove vengono prodotte 350 mila scatole e 35 mila vasi di vetro al giorno.
La lungimiranza dell’azienda è stata riconosciuta con il premio ‘Imprenditore dell’anno’ consegnato lo scorso anno a Filippo Callipo, nominato nel 2005 Cavaliere del Lavoro dal presidente Ciampi. Con il suo comportamento infatti, ha dimostrato che anche in un territorio spesso difficile come il Sud, è possibile lavorare seguendo i principi della qualità e dello sviluppo sostenibile. E non a caso la sua azienda è stata scelta dal ministero del Lavoro, unica in Calabria, fra gli esempi di buone pratiche italiane per la responsabilità sociale delle imprese.


20 novembre 2007

In Calabria il denaro costa di più



Un prestito? Meglio chiederlo altrove. Le cinque province calabresi sono i posti d’Italia con il costo del denaro più elevato. Fra Cosenza e Trento c’è una differenza del settanta per cento. L’aumento ricade sulle spalle di tutti: famiglie, imprese e pubblica amministrazione.

Catanzaro - Serve un prestito di denaro? Meglio salire in macchina, fare il pieno di benzina, percorrere 1.175 chilometri, arrivare a Trento, intascare la somma e tornare a casa. Sarà anche un po’ più faticoso e apparentemente meno conveniente, considerato il prezzo attuale della benzina, ma in realtà è la scelta più saggia se non per evitare di pagare tassi di intesse più alti del settanta per cento. Lo dice l’Istituto Tagliacarne, che ha vivisezionato i dati della Banca d’Italia sui tassi applicati in 130 province: Cosenza, Vibo Valentia, Catanzaro, Crotone e Reggio Calabria sono, in rigoroso ordine di sconvenienza, i posti d’Italia dove sarebbe meglio non contrarre un prestito a breve termine. In Calabria - riporta il Sole 24 Ore, l’autorevole quotidiano economico-finanziario - un prestito costa il settanta per cento in più che a Trento, Firenze e Bologna. L’anno scorso nella provincia di Cosenza a un credito, da restituire in 18 mesi, le banche hanno applicato un tasso medio del 9,32 per cento; a Trento del 5,46 per cento, quasi quattro punti di differenza. E l’aumento del costo del denaro - si fa rilevare con cura - è ricaduto sulle spalle di tutti: famiglie, imprese e pubblica amministrazione. Ma il motivo? «La situazione è determinata dalle peculiarità territoriali», osserva Corrado Martone dell’Ufficio studi Tagliacarne, contattato dal quotidiano di Confindustria. Poi cerca di chiarire che «nel Mezzogiorno gli affidamenti sono mediamente più contenuti e ciò implica che i tassi sono più elevati», e che un peso importante è rappresentato «dalla diversa articolazione delle banche tra Nord e Sud e della maggiore frammentazione creditizia nel Mezzogiorno ». Valla a spiegare all’imprenditore di Rizziconi, Nino De Masi, agli industriali calabresi o anche alle famiglie calabresi di una terra povera ma dal denaro costoso.
ildomanionline

13 novembre 2007

"Ma il cielo è sempre più blu": boh...

Ho seguito con molta attenzione la fiction “Ma il cielo è sempre più blu” prodotta dalla Rai e realizzata da Claudia Mori. Come non dar ragione ad Anna Gaetano quando a Primissima, alla presentazione della fiction disse: "Non sono soddisfatta, la fiction non corrisponde alla realtà. Rino non aveva manie di grandezza, non aveva una villa con piscina". "Non avrebbe mai alzato la voce contro il padre", ha aggiunto la sorella e poi: "non era un ubriacone come lo si dipinge”(vedi precedente post).
In effetti penso che si è preferito scegliere di raccontare il personaggio e non la persona Rino Gaetano attraverso una travagliata vita amorosa che è molto lontana dalla realtà vissuta da Rino. Il cantautore calabro-romano viene descritto, soprattutto nella seconda parte, come un dissoluto dedito all’alcool, psicopatico che perde il suo mondo dopo il successo uno che corre dietro la prima gonna, ma soprattutto molto superficiale e poco propenso ai rapporti di amicizia.
Non si è posto affatto attenzione su elementi basilari della breve esistenza di Rino Gaetano; mancano i riferimenti alla sua terra di origine, dove Rino l'estate ritornava sempre, che amava ammirare passeggiando per le zone di Capo Colonna con la sua macchina fotografica a tracolla. Inoltre anche i genitori sono stati rappresentati slegati dalla Calabria, la mamma sembra che parli siciliano e il padre napoletano, ma sono entrambi crotonesi. Il rapporto col padre, descritto come padre-padrone, in realtà non è stato altro che uno scontro generazionale di quelli che abbiamo avuto tutti.
Voglio concludere riportando quanto detto dal regista in occasione della presentazione della fiction che fanno comprendere ancor di più il fatto che di positivo nella messa in onda della fiction c'è solo l'aver fatto arrivare Rino Gaetano nelle case di tutti gli italiani. A mio avviso il successo di pubblico non è dovuto al film in quanto tale, ma sicuramente alla persona e all’artista Rino Gaetano.
Il regista Marco Turco, nel tentativo di smorzare le polemiche scaturite in occasione della presentazione della fiction disse, tra l'altro: "Noi raccontiamo la storia di un immigrato che all'inizio viveva in un seminterrato e che, alla fine della sua carriera, si compra una villa. Nella realtà si trattava di una casa in campagna, ma visivamente si racconta come una villa con piscina. Abbiamo raccontato la forza di Rino Gaetano, il suo essere un giovane anti-eroe. Infine, gli scontri con il padre, in quegli anni tutti avevano conflitti con il proprio padre, siamo nel '68".


9 novembre 2007

Mons. Bregantini lascia Locri

"Per obbedienza sono venuto e per obbedienza parto": così mons. Giancarlo Maria Bregantini, per 13 anni vescovo di Locri, ha accolto la sua nomina a nuovo arcivescovo di Campobasso.
Un addio carico di rabbia, passione, lacrime, proteste, raccolte di firme da parte di chi c'era e anche da parte di chi non ha potuto assistere di persona all'ultimo atto di un vescovo così amato. Alcuni cittadini sono decisi a non abbandonare la lotta; l'ex presidente della Confindustria calabrese, Filippo Callipo, per esempio ha annunciato addirittura "uno sciopero della messa". Comprerà pagine nei giornali per invitare i calabresi a lasciare le Chiese vuote questa domenica.
Di fronte al dolore manifestato dalla gente di Locri per la sua partenza, Bregantini dice che "é un reciproco dispiacere, perché obbedire non è mai facile e sempre eroico. Voglio però cercare di rasserenare gli animi, che molto di quello che ho insegnato loro è stato maturato insieme, con i giovani e con i collaboratori, cresciuti ormai fisicamente e spiritualmente. E, quindi, molte volte la mia voce era la loro voce, che io ho soltanto raccolto. Loro restano qui, ma hanno imparato un metodo, lo vivranno comunque e sempre intensamente e saranno quindi capaci, ne sono certo, di viverlo nella fede di Dio e con colui che verrà a sostituirmi".
"Porto con me quello che ho con voi e da voi imparato, e lascio a voi ciò che ho seminato". E' uno dei passi della riflessione letta nella basilica cattedrale di Locri durante la funzione religiosa; "non è facile parlarvi - ha proseguito Bregantini - voi che siete il profumo della Locride, sappiate che chi semina nelle lacrime raccoglierà nella gioia".
Dopo la cerimonia religiosa Bregantini ha incontrato i giornalisti dicendo:
"Non sono mai stato né un eroe, né un vescovo anti 'ndrangheta, ma ho solo dato voce alle parole dei fedeli. Sono convinto che la mia partenza dalla Locride sia simile ad un albero potato ma non tagliato. Un albero che se sara' bene innestato darà frutti ancora più rigogliosi. La gente della Locride però non ha solo bisogno di buoni samaritani o di olio consolatorio, ma anche di buoni seminatori". Bregantini ha anche parlato dei suoi rapporti con la politica. "Con il mondo della politica - ha detto - ci siamo spesso incrociati, stimati e talvolta incompresi, ma mai nelle mie omelie ho usato parole dure e dirette contro la politica perché non sono un antipolitico. Semmai ho lanciato dei segnali frutto delle parole che mi venivano riferite dalla gente. Devo dire che la politica non sempre riesce a cogliere questi segni con la stessa velocità della chiesa e si sente forse sorpassata",
"Mi rivolgo con cuore evangelico ai fratelli deviati dalla mafia perché la misericordia di Dio non si scandalizza del peccato. Anzi Gesù si ferma proprio nella casa di Zaccheo perché non è bloccato dai pregiudizi della gente, né dall'orrore del male compiuto da quest'uomo e va in cerca della pecorella smarrita. Fate ritorno alla pace di Dio, nelle vostre famiglie, con azioni di coraggio e di perdono, vero profumo per i nostri paesi, rinunciando apertamente alla disonestà in tutte le sue forme perché siete chiamati a più nobile bellezza".
Mi è piaciuto molto il ritratto fatto da Giuseppe Baldessarro su repubblica.it; ecco alcuni passi.
"La 'ndrangheta è una società apparentemente forte, ma all'interno è fragilissima per cui la si deve svuotare agendo tra la gente in maniera da dimostrare quanto è ridicola e stupida". Giancarlo Maria Bregantini, vescovo di Locri , da oggi nuovo "pastore" di Campobasso, conosce bene le dinamiche del fenomeno mafioso calabrese.
Le ha imparate nei 13 anni passati nella provincia di Reggio Calabria. In uno dei territori più violenti e depressi d'Italia.
Un uomo di Chiesa che ha saputo "sporcarsi le mani", parlando di lotta alla mafia in maniera concreta. Lo si incontrava spesso in giro per la Diocesi. Amava partecipare alla vita delle parrocchie, sapere e conoscere. I familiari delle vittime della mafia erano di casa nei suoi uffici, come pure lo erano le tante madri e sorelle di mafiosi. "Nessun escluso mai", amava dire.
E lo diceva con i fatti. Partendo dai bisogni della gente, aveva dato vita alle cooperative di lavoro in Aspromonte. Nelle Serre della cooperativa del Bomanico, a pochi chilometri da San Luca, lavoravano anche alcuni ragazzi parenti di mafiosi, e quando qualcuno glielo faceva notare, a fronte dei tanti disoccupati calabresi con lo stesso bisogno di un impiego, lui replicava duramente: "E' così che si combatte la 'ndrangheta, levandogli la terra attorno".
Prete tosto Bregantini, aveva invitato i parroci a non cresimare le persone che si presentavano all'altare con un padrino mafioso. E dopo la strage di Duisburg era stato nelle case di San Luca a dire alle donne di ribellarsi "perché quelli che finiscono ammazzati sono i vostri figli, mariti e fratelli"
Dopo l'eccidio di Ferragosto in Germania chiese ed ottenne per quelle sei vittime della faida i funerali pubblici. Poi un mese dopo è andato a Duisburg e si è inginocchiato davanti la pizzeria teatro della strage. Senza clamori. Parlava alla gente della pochezza e della miseria della mafia. Parlava pubblicamente della "massoneria e dei colletti bianchi che nutrono e si nutrono di 'ndrangheta". Ed erano frustate anche contro i governi ed i politici: "Inadeguati a rappresentare i bisogni della gente". Prete fastidioso Giancarlo Maria Bregantini. Scomodo per i pochi forti, indispensabile per i molti deboli.

6 novembre 2007

Lamezia Terme - Internet senza fili in aeroporto

LAMEZIA TERME - L’aeroporto di Lamezia Terme si dota del sistema wireless.
I passeggeri in transito, d’ora in poi, possono usufruire del servizio di connettività senza fili che consente di navigare su internet e scaricare la posta elettronica sul proprio notebook, smartphone o palmare.
Il servizio, accessibile nell’aerostazione passeggeri, è stato attivato da Linkem: azienda leader nel settore del wireless, che in questi anni ha dedicato particolare attenzione alle esigenze degli utenti aeroportuali.
Linkem offre infatti il wi-fi in tutta Italia con una rete di «hotspot» collocati in location prestigiose (oltre agli aeroporti anche porti, hotel, aree di servizio autostradali, centri congresso) dove manager, viaggiatori e turisti possono godere dei vantaggi della banda larga senza fili.
Lamezia si colloca così al pari degli scali di Roma (Fiumicino), Milano Linate, Malpensa, Torino, Venezia, Verona, Brescia, Genova, Trieste, Catania e Palermo, nonchè nelle sale vip Alitalia.
«Il wi-fi in aerostazione - spiega il presidente di Sacal Eugenio Ripepe – risponde all’obiettivo non più differibile di assicurare ai passeggeri e a quanti comunque frequentano l’aerostazione un servizio di chiara importanza e oramai irrinunciabile».

Fonte: Gazzetta del sud


24 ottobre 2007

E’ nata a Reggio Calabria la prima impresa calabrese per l’arte.

Il 16 ottobre è stato pubblicato sul sito "calabresi.net" un articolo molto interessante riguardo la nascita della prima impresa calabrese che eroga servizi per l'arte; notizia per niente pubblicizzata e che ho deciso di pubblicare integralmente sul mio blog con l'invito a visitare il sito che la riporta.

Segnalato da Paolo Barbalace
martedì 16 ottobre 2007

ARTeS: valorizzazione, progettazione e comunicazione culturale.
E’ nata a Reggio Calabria la prima impresa calabrese che eroga servizi per l’arte.

Impresa e arte. Un connubio che può sembrare difficilmente traducibile in termini pratici, eppure non è così. In Calabria c’è chi crede e investe sul patrimonio storico-artistico e punta sulla progettazione e sulla comunicazione culturale.

L’imprenditrice Ylenia Anna De Marco, dottoressa in Conservazione dei Beni Culturali, sostiene che “esiste una strettissima correlazione tra uso e prospettive di sopravvivenza dei beni stessi e dunque occorre impegnarsi nella gestione di progetti culturali”.

Da questa idea nasce la sua impresa: ARTeS.
Una ditta di Servizi e Consulenza per l’Arte che opera nel territorio calabrese, per progettare e realizzare servizi finalizzati alla tutela, alla conservazione e alla valorizzazione del patrimonio culturale.

ARTeS è stata ideata per diffondere la conoscenza delle opere d’arte presenti nel territorio reggino e calabrese e renderle così fruibili e integrate in un’offerta turistica di qualità.
L’impresa opera nel settore dei Beni Culturali e offre un’ampia gamma di servizi, sia di tipo conservativo che promozionale. Si propone come punto di riferimento per la progettazione culturale, si occupa di catalogazione, indagini storico-artistiche, consulenza per interventi di conservazione e restauro, ma anche di organizzazione di eventi e mostre.
Organizza visite guidate ed opera nel campo della didattica museale proponendo e suggerendo diversi livelli di lettura delle opere d’arte.
La progettazione culturale di ARTeS si basa su tre obiettivi: la conoscenza e il godimento del patrimonio culturale; l’identità culturale; lo sviluppo economico del settore.

Punta, inoltre, ad una migliore conoscenza quantitativa e ad una gestione mirata dei Beni Culturali, senza trascurare i problemi di tutela, che comprendono sia i valori culturali, sia i valori d’uso.
Per Ylenia Anna De Marco “ARTeS non è soltanto un’opportunità lavorativa, ma una passione che si concretizza”.

L’amore per l’arte ha dato vita ad ARTeS, impresa che si sviluppa in un territorio dalle profonde radici culturali, storiche ed artistiche e che quindi generosamente si presta a questa innovativa attività.


17 luglio 2007

Amarelli, le radici (di liquirizia) di Calabria

Dici liquirizia, in Calabria, e pensi immediatamente ad Amarelli. Quasi tre secoli di storia di cui l’azienda di Rossano, nata nel 1731, non pare sentire il peso. Che non è di poco conto, come i 5 mila quintali di radice lavorati, con un incremento tra il 3 e il 4 per cento annuo. Da essi si ottengono 2 mila quintali all’anno di prodotti di liquirizia, per un fatturato che nel 2006 ha superato i 4 milioni di euro. Ai prodotti interni vanno aggiunti quelli, a base di liquirizia, confezionati grazie al partenariato con aziende storiche. Tra questi, la grappa prodotta con Strozzi Guicciardini o il profumo creato dalle Officine Farmaceutiche di Santa Maria Novella di Firenze. Sono realizzati con liquirizia Amarelli anche un liquore della Borsci e i cru di cioccolato della Domori. Ultimo nato è il sale alla liquirizia ideato con una delle più note aziende di sale pugliesi, la Sarnelli. Un prodotto che “servirà a posizionarci nel settore dell’alta ristorazione” afferma la presidente Pina Amarelli. “Agiamo in un settore – aggiunge - che a me non piace dire di nicchia, quanto piuttosto di ‘alta gamma’ nel quale stiamo cercando di ritagliare sempre nuovi spazi. L’alta ristorazione può essere un interessante veicolo. Chi ha un prodotto come il nostro, molto noto senz’altro, ma dall’impatto minimo rispetto al mercato alimentare in generale, ma anche al solo dolciario di cui formalmente facciamo parte, non si basa certo sui volumi. Quindi dobbiamo cercare strategie sia di penetrazione dei mercati, sia cercandone di nuovi che aiutino a comunicare la filosofia di un’azienda, che sicuramente, nel nostro caso, non può essere quella di incrementare a dismisura la produzione”. Nella regione d’origine si concentra ancora quasi un terzo delle vendite, il 30% per la precisione, ma Amarelli cresce sempre di più anche al di fuori dei confini calabresi. Il 45% del fatturato è realizzato all’interno dei confini italiani, il restante 25% si divide tra Europa, America e Oceania. Una realtà che cresce anche all’estero, ma intenzionata a rimanere fedele a se stessa. “Le aziende storiche – spiega la Amarelli - hanno un ‘prezzo da pagare’ al proprio passato. Siamo sempre rimasti società di persone perché abbiamo sempre ritenuto giusto esporci personalmente, non trincerarci dietro forme a responsabilità limitata”. Secondo la Amarelli, inoltre “siamo ancora abbastanza piccoli da non aver bisogno per forza di trasformarci in società per azioni. D’altra parte pensare di allargare la compagine aziendale a un azionariato diffuso, in una terra difficile come la Calabria, non si sa dove possa portare”. Piuttosto, in tempi dominati dalle concentrazioni aziendali, Amarelli ha in serbo di scindere parte delle proprie attività, in particolare quelle relative all’azienda agricola di famiglia, in un’altra società. 17 luglio 2007


Fonte: http://www.finanzainternazionale.org

15 luglio 2007

L’emigrazione dal Sud torna ai “livelli degli anni ‘60′’

(Ansa) 10 luglio 2007 - L’emigrazione dal Sud torna ai “livelli degli anni ‘60′’. Lo rileva il rapporto annuale Svimez indicando che “nel 2004, in base agli ultimi dati disponibili, sono stati circa 270mila i trasferimenti stabili (120mila) e temporanei (150mila) Sud-Nord”. “Numeri molto elevati, se si pensa che negli anni di massima intensità migratoria 1961-63 la quota raggiunse i 295mila”. Dati che preoccupano anche perché “la prevalente emigrazione di giovani meridionali scolarizzati, inoltre, depaupera ulteriormente le possibilità di sviluppo dell’area”. Sono invece “stabili i trasferimenti Nord-Sud, fermi intorno alle 60mila unità e poco sensibili all’evoluzione dell’economia”. Lombardia, Emilia Romagna e Lazio, si legge nel rapporto Svimez, “restano le tre regioni preferite dai nuovi emigranti. L’emigrato tipo ha tra 25-29 anni , quasi la metà ha un titolo di studio medio-alto (diploma superiore il 36,3% e laurea il 13,1%)”. Hanno lasciato la Campania in 38mila, la Sicilia in 28,6mila, la Puglia in 21,5mila, la Calabria in 17,8mila. Tanti, circa 151mila, anche “i pendolari di lungo raggio che nel 2006 si sono spostati dalle aree d’origine. Circa il 60% ha meno di 35 anni. Nel 50% dei casi i pendolari svolgono al Centro-Nord professioni di livello elevato e nel 38% mansioni di livello intermedio, a conferma del fatto che il sistema produttivo meridionale si conferma incapace ad assorbire l’offerta di lavoro più qualificata”.

Paragrafo 7 Rapporto Svimez 2007

"Nel 2004, ultimo anno di disponibilità dei dati, sono stati oltre 120 mila i meridionali che hanno trasferito la loro residenza nel Centro-Nord, a fronte di 60 mila circa che dal Centro-Nord hanno fatto il percorso inverso, con un effetto netto di circa 60 mila unità; gli spostamenti temporanei, quelli cioè che superano il consueto pendolarismo giornaliero ma che non vengono sanciti da cambiamenti di residenza anagrafica, si possono stimare in circa 150 mila unità. Nel complesso, quindi, si sono spostate dal Sud verso il Nord circa 270 mila persone, un dato certamente rilevante se si pensa che nel triennio 1961-63 di massima intensità migratoria si trasferirono dal Sud circa 295 mila persone all’anno.
I trasferimenti di residenza
Con riferimento agli spostamenti che hanno dato luogo a cambio di residenza, si osserva, dopo la flessione dei primi anni ‘90, una intensificazione, nel medio periodo,
delle migrazioni dal Sud al Nord, con un aumento dei flussi da 104 mila unità nel 1995 a 123 mila nel 2004; i flussi opposti hanno invece mostrato un’espansione assai più contenuta, da 57 a 67 mila unità. Anche le prime elaborazioni della SVIMEZ relative al 2005 e al 2006 confermano questo trend che si mantiene su un saldo netto (differenza tra iscrizioni e cancellazioni) di poco inferiore alle 60 mila unità.
I flussi migratori dal Mezzogiorno raggiungono il punto massimo nel 2000, anno in cui le cancellazioni sono ammontate a circa 147 mila unità, il valore più alto degli ultimi quindici anni. Nel corso della prima metà degli anni 2000 l’andamento sostanzialmente stagnante dell’economia del Centro-Nord, con il conseguente indebolimento della domanda di lavoro nell’area, ha determinato una attenuazione del flusso dei trasferimenti dalle regioni meridionali a circa 130 mila, sia nel 2001 sia nel 2002, per ridursi ulteriormente a circa 123 mila unità, sia nel 2003 sia nel 2004; dato che dovrebbe confermarsi anche nel successivo biennio 2005-2006.
In generale, si può dire che i trasferimenti Nord-Sud risultano sostanzialmente stabili intorno alle 60 mila unità e di fatto poco sensibili all’evoluzione dell’economia. I trasferimenti dal Sud al Nord, invece, risultano assai più sensibili al ciclo economico ed evidenziano, più in generale, oltre che l’aggravamento delle condizioni, soprattutto dei giovani, sul mercato del lavoro meridionale anche una nuova e positiva volontà dei meridionali, soprattutto più scolarizzati, a cercare opportunità di lavoro e di affermazione sociale nelle più ricche regioni del Centro-Nord.
Il profilo per età appare fortemente modificato rispetto alle migrazioni degli anni ’50 a vantaggio della fascia di età 25-29 anni, nella quale sono presenti i giovani con maggiore tasso di istruzione, rispetto al passato, quando per effetto di una elevata quota di migranti con età inferiore ai 20 anni – spesso con la sola istruzione obbligatoria – il valore modale era nella classe 20-24 anni. Quasi la metà (49,4%) di coloro che nel 2004 hanno lasciato il Mezzogiorno per una regione del Centro-Nord, aveva un titolo di studio medio-alto: diploma superiore il 36,3% e laurea il 13,1% rispetto a quote nel 2000 pari, rispettivamente, al 35,2% e al 10,7% (Tab. 1). La tendenza ad un incremento della quota di persone con elevato titolo di studio è comune a tutte le regioni meridionali e raggiunge livelli decisamente elevati in Abruzzo (60,6%), Molise (60,3%), Calabria (55,7%) e Basilicata (54,7%).
Nel 2004 i flussi migratori verso le regioni del Centro-Nord hanno raggiunto i livelli assoluti più elevati in Campania (38 mila unità), Sicilia (28,6 mila), Puglia (21,5 mila) e Calabria (17,8 mila unità). E’ in quest’ultima regione che in rapporto alla popolazione residente si raggiungono i valori più elevati (8,9 per mille)".


14 luglio 2007

Compagnie telefoniche: Abusi nei confronti dei consumatori

“Alcune compagnie telefoniche continuano gli abusi nei confronti di consumatori nella regione che, senza aver richiesto alcun passaggio da una compagnia ad un’altra (la famosa portabilità ) , scoprono di essere stati trasferiti con gravi disagi e implicazioni”. Lo denuncia Telefono Blu. Le ultime lamentele dalla Calabria sono giunte all’associazione da ignari utenti sia al centralino 199.44.33.78 sia al sito della associazione http://www.telefonoblu.it/calabria/index.htm. Gli utenti in questione, pur non avendone fatto richiesta, scoprono di non essere più clienti Telecom per richiesta avanzata in particolare da un’altra compagnia Come conseguenza, gli stessi utenti rischiano di dover pagare un nuovo contributo per il riallaccio alla linea Telecom. TelefonoBlu consumatori deplora questa prassi a danno del consumatore e invita tutti gli interessati a contattare tempestivamente l’associazione . “I casi che si sono presentati a tutt’oggi - si legge in una nota - fanno intendere che siano alcune centinaia i consumatori colpiti”.

5 luglio 2007

Semplificazione PA: al via petizione popolare della CIA

Lunedì 9 luglio alle ore 11, a Catanzaro, nella sede regionale della CIA, in Via Poerio, 16 si terrà una Conferenza stampa per presentare la petizione popolare per la semplificazione dei rapporti tra imprese, cittadini e PA.

La petizione è rivolta al Presidente del Consiglio. Alla conferenza stampa interverrà il presidente della CIA regionale,Giuseppe Mangone.


Oltre 5 miliardi di euro. Questa la cifra che può essere ricavata da una riduzione del 25 per cento del carico dell’apparato burocratico che nel nostro Paese pesa per il 4,5 per cento sul Prodotto interno lordo (contro il 3,5 per cento dell’Unione europea). Una somma con la quale si possono mettere in moto interventi a sostegno della ripresa economica e, quindi, dei vari settori produttivi.

“Più semplificazione amministrativa e legislativa – riferisce la CIA - significa risparmio, trasparenza e, soprattutto, recupero di risorse che possono essere destinate allo sviluppo e alla competitività. Oggi, in Italia e in Calabria, il carico burocratico fiacca non solo il sistema imprenditoriale, ma asfissia anche il semplice cittadino”.

“La Petizione va in questa direzione. Verranno raccolte firme in tutto il territorio nazionale per sollecitare una svolta, un cambiamento di rotta. La ‘macchina amministrativa’ deve essere più snella e più semplice. Le aziende e i cittadini non devono muoversi più con fatica nei meandri burocratici e sottostare ad una miriade di adempimenti e di documenti”.

L’iniziativa nasce per le grandi difficoltà che la burocrazia in Italia (la più opprimente tra i Paesi dell’UE) pone alle aziende che, in questo modo, sono schiacciate da costi notevoli, sia di carattere economico che di tempi lavorativi”.

“Un vero e proprio “mostro” dai mille tentacoli che impedisce di sviluppare in maniera adeguata l’attività imprenditoriale. Con la Petizione si vuole porre la parola fine a questa assurdità, per assicurare nei rapporti con la pubblica amministrazione la certezza di tempi e il riconoscimento dei diritti per semplificare i rapporti tra imprese, cittadini e pubblica amministrazione, per ridurre il costo della burocrazia, per valorizzare la sussidiarietà verticale e orizzontale”.

“D’altronde, la semplificazione amministrativa, lo snellimento delle procedure e la riduzione degli oneri burocratici – prosegue la CIA - rappresentano un’esigenza fondamentale per una società che deve crescere. Gli orientamenti dell’Europa vanno tutti in questa direzione, mentre l’Italia, purtroppo, è ancora di gran lunga indietro su tale particolare versante. E la conseguenza è una sola: le aziende sono sempre meno competitive e i cittadini sono costretti a confrontarsi con un’amministrazione che richiede tempi lunghissimi e insopportabili, costi sempre più onerosi”.

Fonte: http://www.dnanews.it/


4 luglio 2007

Polemiche alla presentazione della Fiction dedicata a Rino Gaetano

Il 25 settembre 2006 ho pubblicato un post dal titolo “Rino Gaetano: paladino del Sud”. Essendo sempre stato un ammiratore del cantautore calabrese scomparso tragicamente il 2 giugno 1981, oltre che dedicargli uno dei primi post in questo blog, non potevo non parlare della Fiction a lui dedicata, "Rino Gaetano - Ma il cielo è sempre più blu" che andrà in onda su Rai 1 durante la prossima stagione.
La fiction interpretata da Claudio Santamaria e Laura Chiatti, ha aperto il Roma Fiction Festival. Tre ore di fiction per la televisione in cui si racconta l'ascesa al successo e la vita tormentata di Rino Gaetano, il suo rapporto con il padre, le sue origini e le sue donne, su tutte il triangolo amoroso che Rino Gaetano diviso tra la fidanzata e una sua fan con la quale ha una storia e che poi diventa manager della Rca. La prima giornata del Roma Fiction Festival è stata però caratterizzata dalle polemiche esternate dalla sorella del cantautore scomparso nel 1981; Anna Gaetano a Primissima ha detto: "Non sono soddisfatta, la fiction non corrisponde alla realtà. Rino non aveva manie di grandezza, non aveva una villa con piscina". "Non avrebbe mai alzato la voce contro il padre", ha aggiunto la sorella e poi: "non era un ubriacone come lo si dipinge”. Il regista Marco Turco ha cercato di smorzare le polemiche dichiarando che " C'è stato un ampio lavoro di ricerca. Ci siamo letti tutte le biografie, abbiamo chiacchierato con gli amici più cari di Rino Gaetano. Ed è normale che se parli con 15 persone ti racconteranno 15 storie diverse tra loro e non si riconosceranno mai nel film perché ognuno ha un suo modo di ricordare Rino". "Noi", ha continuato, "raccontiamo la storia di un immigrato che all'inizio viveva in un seminterrato e che, alla fine della sua carriera, si compra una villa. Nella realtà si trattava di una casa in campagna, ma visivamente si racconta come una villa con piscina. Abbiamo raccontato la forza di Rino Gaetano, il suo essere un giovane anti-eroe. Infine, gli scontri con il padre, in quegli anni tutti avevano conflitti con il proprio padre, siamo nel '68".
Il direttore di Rai Fiction Agostino Saccà a risposto alle dichiarazioni polemiche di Anna Gaetano affermando: "nel film forse non c'è la realtà di Rino Gaetano, ma la sua verità". "Parliamo di Fiction - ha spiegato Saccà - e quando si raccontano storie bisogna lavorare in maniera drammaturgica. Riteniamo di non aver tradito il personaggio, d'altronde anche sulla sua morte, in un incidente, a 31 anni, è racchiusa un po' della sua biografia. Il senso del film è quello dell'ironia che seppellisce il potere".



1 luglio 2007

Wi-Max Libero

Beppe Grillo in una vignetta di Indymedia

Ho voluto pubblicare un post su un argomento che può risultare non adatto al tema che caratterizza questo mio blog. Ritengo tuttavia che tra qualche anno tutti i comuni saranno raggiunti, grazie alla tecnologia WiMax, da una copertura veloce di internet. Sono molti i comuni in Calabria non raggiunti ancora dall'adsl; grazie alla tecnologia WiMax queste disparità potranno essere superate. Il mio auspicio è che gli amministratori locali calabresi si attivino per garantire ai loro “datori di lavoro”, i cittadini che li hanno votato e no, e che dovrebbero rappresentare, il diritto alla conoscenza libero da pedaggi da pagare “agli avvoltoi delle compagnie telefoniche”.
Riporto di seguito quanto pubblicato da Beppe Grillo sul suo blog, invitando tutti quelli che mi leggono a firmare la petizione.

"Tra poco lo Stato assegnerà le frequenze WiMax. E’ il punto di non ritorno per il libero accesso alla conoscenza. Dopo non si potrà più tornare indietro. Il WiMax è una tecnologia che permette di trasmettere e ricevere segnali senza fili a distanze di decine di chilometri. Elimina l’ultimo miglio e il pedaggio di Telecom Italia. Le comunità locali potranno rendersi indipendenti e collegarsi a Internet. Se il WiMax finisce in mano agli avvoltoi delle compagnie telefoniche, come ho detto nel mio intervento di Rozzano a Buora e a Ruggiero, verrà trasformato in una me...da ad alto costo. Peggio dell’adsl. Ogni cittadino dovrebbe avere per nascita il diritto di accesso alla conoscenza. Esiste una petizione on line che vi invito a firmare per il vostro futuro, per il diritto alla conoscenza e per non essere, almeno una volta, presi per il c...o. La petizione chiede che almeno 1/3 delle frequenze venga riservato ai cittadini per associazioni senza fini di lucro, come i comuni e gli enti locali, e senza alcuna tassazione diretta o indiretta. Firmate la petizione su: http://www.petitiononline.com/wmaxfree/".

27 giugno 2007

Conferenza stampa a Lamezia.

Il movimento dei Ragazzi di Locri "E adesso ammazzateci tutti" e l'associazione Calabrialibre, convocano per la giornata del 27 C.M., alle ore 11.00 presso l' Albergo Grand Hotel Lamezia una conferenza Stampa congiunta, finalizzata a comunicare un'importante iniziativa di carattere Nazionale. Alla luce di tutto quello che ormai appare evidente, le due associazioni auspicano che sia promossa una commissione d'inchiesta Parlamentare sul caso Calabria, per individuare, al di fuori delle questioni giudiziarie, lo stato delle istituzioni, le infiltrazioni delle cosche, come già denunciato da de Sena, la gestione dei fondi comunitari e nazionali, degli appalti, e delle consulenze e assunzioni nell'ambito della pubblica amministrazione e negli enti pararegionali, consorzi, osservatori, e nuclei di valutazione. L'Istituzione di una Commissione speciale, alla quale devono contribuire anche cittadini e magistrati, con compiti di indagine conoscitiva è un atto dovuto, non più procrastinabile, per conoscere realmente lo stato di degrado delle istituzioni Regionali, che vantano il primato del più alto numero di consiglieri e dirigenti indagati. Tutti i giornalisti e gli operatori dell'informazione sono invitati a partecipare.


21 giugno 2007

I lavoratori calabresi scendono in piazza contro il governo regionale.

Migliaia di lavoratori sono scesi in piazza a Catanzaro in occasione dello sciopero generale regionale indetto da Cgil, Cisl e Uil . Contrastanti i dati relativi alla presenza in piazza: secondo i sindacati a Catanzaro ci sono oltre 40.000 lavoratori mentre per la Questura i manifestanti oltre 15.000 persone.
''Qui a Catanzaro c'e' la Calabria che non si rassegna al declino della regione, che insiste correttamente perche' possa avere un futuro: quella di oggi e' una manifestazione che dice al governo regionale che i calabresi non sono soddisfatti di questi due anni di amministrazione e che quindi bisogna cambiare''. Lo ha detto il segretario generale della Cgil, Guglielmo Epifani, in testa al corteo della manifestazione indetta dai sindacati a Catanzaro, per protestare contro l'operato della giunta regionale calabrese.
''A noi non interessa chi c'e' e chi non c'e' a questa manifestazione - ha proseguito Epifani, commentando la presenza dei principali esponenti di alcune forze politiche che sostengono la maggioranza che amministra la Regione Calabria - interessa quello che vogliamo noi ed i messaggi che mandiamo a tutta la Calabria, al governo calabrese, alle amministrazioni, agli imprenditori ed alle persone calabresi, e cioe' che non bisogna rassegnarsi''.

Replica del presidente della Regione Calabria Agazio Loiero

“Ritengo che non meritassi lo sciopero anche se devo apprezzare i toni che sono stati di grande civiltà. Lo dimostrerò con i fatti. Tra una decina di giorni porterò all’attenzione della stampa e dei calabresi le cose importanti che questa Giunta regionale ha fatto. È giusto che i calabresi sappiano la verità. Se uno vede lo sciopero, poi vede tante altre cose è portato a pensare che qua le cose vadano tutte male. Io non penso che vadano tutte bene, ma ci sono cose che abbiamo costruito, magari non avendo uno straordinario strumento di comunicazione, che secondo me incideranno in maniera profonda nella vita dei prossimi anni di questa regione. Non dico che la stampa è contro. Diciamo che c’è una tendenza che alimenta la gestualità della stampa. Ciò vuol dire che magari siamo in una fase critica e tutto quello che c’è di positivo finisce per essere politicizzato. Alla conferenza stampa porterò le cifre e chiederò, come sempre fatto, di essere interrotto per i chiarimenti se c’è qualcosa di artato, di esagerato nelle mie parole. Sono stato a Roma con Rubbia, con il ministro Pecoraro Scanio per presentare alla stampa europea la prima centrale solare che si farà in Italia e si farà qua. Non è un caso”.

24 maggio 2007

Giuseppe Gualtieri cittadino onorario di Catanzaro

Catanzaro - Centro Storico -

Ho letto con soddisfazione che il Consiglio comunale di Catanzaro ha insignito l'attuale questore di Trapani Giuseppe Gualtieri della cittadinanza onoraria. Le motivazioni sono fondamentalmente due e cioè il fatto che Gualtieri è nato a Catanzaro città dove risiedono tutti i suoi familiari e soprattutto il ruolo da protagonista svolto dallo stesso nella cattura di Bernardo Provenzano (all'epoca Gualtieri era capo della Squadra mobile di Palermo).
Il sindaco Rosario Olivo ha consegnato le chiavi della città a Giuseppe Gualtieri nel corso di una cerimonia nella quale sono intervenuti il viceministro all’Interno, Marco Minniti; il presidente della Regione, Agazio Loiero, e il vicepresidente della Commissione antimafia, Mario Tassone.
Marco Minniti si è espresso in questi termini: “Quello di un anno fa fu un colpo straordinario.
I pizzini di Provenzano si sono rivelati una risorsa fondamentale per capire come era organizzata Cosa Nostra in Sicilia. Ora occorre andare avanti e prendere gli altri latitanti. Il riconoscimento a Gualtieri - ha aggiunto il viceministro - è un simbolo straordinario ad un poliziotto che é stato sempre in prima linea e che testimonia il forte contributo dato dai meridionali e dai calabresi alle forze di polizia”.

11 maggio 2007

“Tuttofood”: successo degli stand calabresi

Oltre 1100 espositori provenienti da ogni parte d’Italia e del mondo hanno partecipato alla prima edizione di “Tuttofood”, rassegna a carattere internazionale dedicata al mondo alimentare organizzata da Fiera Milano. Ad un calabrese verace come me, non può che far piacere leggere su diversi giornali del successo avuto dagli stand calabresi presi d’assalto da migliaia di persone. Un pubblico internazionale ha potuto apprezzare i prodotti tipici della mia regione e gustare il meglio della tradizione culinaria calabrese. Questa manifestazione viene considerata una vetrina eccezionale, rappresentando un canale privilegiato tra l’industria alimentare e la distribuzione nelle sue varie articolazioni rivolgendosi ad aziende, consorzi, importatori. Per rendere più agevole la visita è stata suddivisa l’offerta alimentare per aree di prodotto: carni e salumi, lattiero caseario, dolciario, surgelato, beverage. Si sono svolti durante Tuttofood un seminario dedicato al mercato ed ai prodotti del latte di capra, un forum su olii oltre all’ottavo Congresso di scienza e tecnologia degli alimenti.

27 aprile 2007

Lettera aperta dei ragazzi di Locri al giornalista Curzio Maltese



Tratto da : "Rete per la Calabria"

LOCRI (RC), 25/04/2007 - “Caro Maltese, purtroppo neanche 40 pagine di giornale basterebbero per descrivere la preoccupante situazione in cui versano la Locride, la Piana di Gioia Tauro, Reggio e la Calabria tutta”. Comincia così la “prima lettera aperta” che il movimento dei ragazzi di Locri ‘E adesso ammazzateci tutti’, nato all’indomani dell’omicidio Fortugno, ha indirizzato al giornalista del quotidiano ‘La Repubblica’ Curzio Maltese, autore dell’inchiesta sulla ‘Ndrangheta e Reggio Calabria pubblicata nella prima pagina del numero odierno del quotidiano diretto da Ezio Mauro.

Nella lettera i ragazzi puntano il dito contro la politica regionale calabrese: “Il vero problema della Calabria – scrivono i giovani antimafia - non è la ‘ndrangheta, ma la mancanza di volontà politica di arginare ogni fenomeno para-mafioso, colmo però di pratiche clientelari, affaristiche e lobbistiche ancor più pericolose della ‘ndrangheta di per sè”.

E’ la malapolitica – scrivono - quella in primis del Consiglio regionale più inquisito d’Italia e del suo presidente Giuseppe Bova, che ha addirittura querelato il portavoce del nostro movimento, Aldo Pecora, perché assieme abbiamo chiesto trasparenza ed eticità e denunciato le strumentalizzazioni che una certa parte politica (facente capo allo stesso Bova) ha messo in atto anche su noi giovani all’indomani dell’omicidio dl Vicepresidente del Consiglio regionale, quasi a voler ‘gestire’, ‘controllare’ anche la nostra spontanea ribellione”.

“La politica contro l’antimafia, contro i giovani che alzano la voce ed esigono etica, trasparenza, moralità nella regione dove un politico, lo ricordiamo, è stato ucciso in un seggio elettorale delle Primarie, a sei mesi dalle elezioni regionali”.

E sempre sulle querele e la politica i giovani del movimento di Locri ricordano: “queste cose, almeno, sono state stigmatizzate formalmente nell’ultima relazione annuale dei magistrati della Direzione Nazionale Antimafia, ma ovviamente la cosa non ha fatto notizia”.

“Il pizzo – si legge a conclusione della lettera che potenzialmente sarà la prima di una lunga serie - è uno dei problemi, ma non il solo anzi, forse è il meno peggio”. Ed a proposito di ciò i ragazzi si appellano a Maltese: “ci dia voce – scrivono – e diremo tutto ciò che in un anno non siamo riusciti a ‘far uscire’ dalla Calabria; la nostra voce, che ha raccolto ormai quelle di tutti i calabresi disperati ed asciugato le lacrime di chi il conto della ‘ndrangheta continua ogni giorno a pagalo sulla e con la propria pelle”.

I ragazzi in chiusura ringraziano il giornalista “per aver riacceso un riflettore sulla Calabria e ricordato anche il sangue senza giustizia del calabrese magistrato di Cassazione Antonino Scopelliti assieme al caso dell’ex imprenditore oggi testimone di giustizia Pino Masciari”. “Prossima puntata – chiudono – sul grave problema dell’informazione, con prove e fatti di una Calabria oramai sottoposta a prove tecniche di regime”.

"La pax della n'drangheta soffoca Reggio Calabria" di CURZIO MALTESE

31 marzo 2007

Pillole di Marzo dalla Calabria


Catanzaro. La città di Catanzaro ha partecipato dal 7 all'11 Marzo, attraverso la sua Pro Loco, alla Borsa Internazionale del Turismo di Berlino, uno dei più importanti eventi fieristici specializzati nel settore turistico. Erano presenti operatori del settore turistico provenienti da più di 180 paesi del mondo. Sicuramente un'ottima opportunità per promuovere e far scoprire le numerose attrattive offerte dalla nostra terra.

Polistena. Il 21 Marzo si è celebrata a Polistena la dodicesima “Giornata della memoria e dell'impegno in ricordo delle vittime delle mafie” organizzata da Libera e da Avviso Pubblico.
Don Luigi Ciotti ha definito la manifestazione “un momento di grande riflessione” sottolinando il fatto che si è voluto testimoniare “il positivo che è presente in questa terra meravigliosa”.

Rossano. Il Ministro delle Infrastrutture Antonio Di Pietro l'8 Marzo ha incontrato a Rossano i 42 sindaci dello Jonio cosentino. In questa occasione ha affermato: “La Calabria è una priorità per il bene dell'intero Paese ed ha bisogno di molte infrastrutture”; ha anche ricordato che il Governo con l'ultima Finanziaria ha stanziato 2,5 miliardi di euro per il completamento dell'A3 e 100 milioni di euro per la messa in sicurezza della statale 106 jonica.

Catanzaro. Sono scesi in piazza alcune centinaia di studenti dell'Università Magna Graecia di Catanzaro, per protestare contro i tagli decisi dalla Regione Calabria nei confronti del polo oncologico del campus universitario di Germaneto.

Cosenza. Il reparto di Oncologia dell'Ospedale Mariano Santo di Cosenza, ha ottenuto dal Collegio Italiano dei Primari Oncologi Medici Ospedalieri, il Certificato di Eccellenza, aggiudicandosi il primo posto in Calabria ed il quarto in Italia.

Corigliano Calabro. Fino al 20 Maggio si terrà al Castello Ducale di Corigliano Calabro una mostra d'arte sacra dedicata a San Francesco di Paola, denominata “Tra fede, storia e devozione popolare”. La mostra verrà presentata in due percorsi, il espositivo al Castello Ducale, il secondo itinerante lungo i luoghi frequentati dal Santo durante la sua permanenza a Corigliano Calabro.

Frascineto. Il primo Aprile sarà inaugurato il Museo delle Icone e della Tradizione Bizantina dove saranno esposti oltre 250 icone provenienti da Russia Bulgaria, Grecia, Romania e Serbia, oltre ad arredi sacri, paramenti e libri liturgici della tradizione Bizantina.
Il percorso di fruizione delle opere si presenta duplice nella sua natura: al percorso all’interno dell’edificio museale, si accompagna un percorso esterno che riguarda la Chiesa di Santa Maria Assunta, la Chiesa di San Basilio Magno in Ejanina e la Chiesa di San Pietro, monumento nazionale.

Catanzaro. E’ stato realizzato al Policlinico Universitario del Campus di Catanzaro un delicatissimo intervento, grazie al quale è stato completamente ricostruito il volto di un paziente gravemente compromesso da una neoformazione fronto–orbito-etmoidale. Si legge in una nota dell’Ateneo che si è trattato “di un delicatissimo intervento di asportazione radicale della neoformazione e di ricostruzione della fronte, della fossa cranica anteriore, dell’orbita e di riposizionamento spaziale dell’occhio sinistro, eseguito dall’equipe chirurgica dell’Unità Operativa di Chirurgia Maxillo-Facciale dell’Azienda Ospedaliera Universitaria Mater Domini, diretta dal professor Mario Giudice, che ha visto coinvolti in una visione di interdisciplinarietà più specialisti (chirurgomaxillo-facciale, neurochirurgo, anestesista)”.

Paola. Il prossimo 2 maggio sarà Francesco Rutelli, vice Presidente del Consiglio dei Ministri e Ministro ai Beni Culturali, ad inaugurare le solenni celebrazioni che si terranno in occasione del V centenario della morte di San Francesco. In tale occasione l’amministrazione provinciale presenterà un progetto per la valorizzazione dei beni culturali e paesaggistici. Da citare, al riguardo, la proposta dell’amministrazione provinciale di istituire una mostra sulle lettere inedite del Santo della Carità oltre alla composizione di un’opera musicale inedita in onore di San Francesco coinvolgendo le più importanti e riconosciute istituzioni musicali italiane, europee e mondiali.

Catanzaro. Dal 29 Marzo al 2 Aprile verrà ospitato dall’ Università di Friburgo in Germania il quinto Corso Internazionale di Oncologia molecolare e Immunologia Sperimentale. Il corso organizzato congiuntamente dall’Università Magna Graecia e dal Karolinska Institutet di Stoccolma, avrà come tema gli aspetti innovativi della terapia dei tumori, fornendo una visione aggiornata degli ultimi studi nel campo dell’ immunità e della oncologia molecolare.





28 marzo 2007

"La Calabria piace agli italiani"

Da "Il Giornale di Calabria"

COSENZA. Gli italiani hanno una percezione positiva della Calabria che piace a sette di loro su dieci. È quanto emerge da un sondaggio realizzato dall’Eurispes Calabria e dal corso di laurea specialistica in Teoria della prassi comunicativa e cognitiva dell’Università della Calabria. Dall’indagine emerge anche che per il 45,6% degli intervistati, la regione evoca il turismo e le bellezze ambientali. Anche i pregiudizi sono in calo, soprattutto tra i giovani, ma non mancano le note dolenti: per un italiano su quattro, la Calabria è ancora sinonimo di criminalità organizzata e per il 26,4% del campione evoca arretratezza e disagio socio-economico. La ricerca di Eurispes ed Unical evidenzia pure che si fa strada l’anticalabresità endogena dal momento che le percezioni negative vengono in maggior parte da abitanti di regioni meridionali (21,8%), mentre si riducono al Centro (19,2%) e al Nord (16,4%). Scendendo nel particolare, emerge poi che sono le donne di età compresa tra i 18 ed i 35 anni residenti al Nord le maggiori “tifose” della Calabria. Sono loro, infatti, che hanno scelto le risposte “abbastanza positiva” e “molto positiva” nell’83,1% dei casi contro il 77,1% degli uomini.

6 gennaio 2007

Nevica: piste chiuse


E’ veramente paradossale e a dir poco scandaloso. Durante le feste natalizie, si assiste ad un gran movimento di turisti alla ricerca, oltre che delle mete tradizionali, anche e soprattutto delle località di montagna nella speranza di trovare le piste innevate. Quest’anno nelle località del Settentrione d’Italia, nonostante non ci siano state nevicate, ci si è comunque attrezzati per rendere agibili le piste con la neve artificiale. In Calabria le previsioni metereologiche hanno aiutato molto; infatti ho potuto leggere che le piste di Lorica, Camigliatello e di Cotronei hanno funzionato a pieno ritmo grazie agli oltre 80 centimetri di neve presente. Fin qui niente di strano, paradossale o scandaloso. Ci sono state nevicate che hanno permesso l’apertura dei tre impianti suddetti ma che hanno anche provocato la chiusura degli impianti per lo sci di fondo di Carlo Magno e di Montescuro in quanto non in grado di offrire nessun tipo di servizi per accedere alle piste da sci. Ha ragione il circolo Sila di Legambiente a protestare inviando una lettera al presidente della Regione, Agazio Loiero; al prefetto di Cosenza, Francesco Mugolino; al Procuratore della Repubblica di Cosenza, Alfredo Serafini e al comandante della stazione dei Carabinieri di San Giovanni in Fiore, Carmine Levato. Dopo aver denunciato la situazione su descritta, si legge in questa lettera testualmente quanto segue: “Ogni anno, in questo periodo, siamo costretti a denunciare le solite inadempienze di istituzioni sorde ai nostri allarmi e indifferenti alle nostre segnalazioni”. “ Non c’interessa indagare sui motivi, veri o presunti, che stanno alla base di tale situazione. C’interessa, invece, informare le istituzioni e le autorità competenti perché si adoperino per porre rimedio ad una situazione che ci danneggia e nega al nostro territorio una possibilità di concreto sviluppo turistico”.
Mi auguro veramente di non leggere in futuro denunce da parte di Legambiente riguardo inadempienze che mettono in seria difficoltà il turismo nella mia regione. La neve rappresenta una risorsa importante per il turismo. Come si fa a parlare di sviluppo del turismo se le strutture ricettive già presenti non sono in grado di funzionare a pieno regime e produrre importanti opportunità lavorative ed economiche?